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Vendita auto usata e difformità di kilometraggio: diritto al risarcimento del danno

Giudice di Pace di Ascoli Piceno 26.4.2021 n. 120, Giud. Leccesi, M. (Avv. D. Carbone, L. Carbone) c. C. srl

Vendita – Beni di consumo – Vizio di conformità – Risarcimento del danno – Fattispecie – Difformità del chilometraggio rispetto alla misurazione del contachilometri – Risarcimento del danno – riduzione del prezzo dell’autovettura.

Il consumatore ha diritto al risarcimento ai sensi dell’art. 130, comma 2, d. lgs. n. 206/2005 nel caso in cui il bene venduto non è conforme alla descrizione fattane dal venditore. Nel caso di acquisto di una autovettura usata il consumatore ha diritto alla riduzione del prezzo se vi è difformità tra il chilometraggio risultante dal contachilometri e quello effettivo.

Motivi della decisione
M. ha convenuto in giudizio dinanzi all’intestato ufficio la XXX s.r.l., che rimaneva contumace, per ivi sentirla condannare al pagamento della somma di euro 4.000,00 ovvero di quella diversa accertata in corso di causa ex art. 130 D. Lgs.vo n. 206/05 a titolo di riduzione del prezzo previo accertamento della difformità del chilometraggio della vettura venduta al M., con vittoria di spese.
Nel merito occorre preliminarmente precisare che “in tema di prova dell’inadempimento di un’obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l’adempimento deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto e il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dell’onere della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento” (Cassazione civile, sez. un., 30 Ottobre 2001, n. 13533).
Sulla scorta di questo criterio di ripartizione dell’onere probatorio deve ritenersi che parte attrice abbia assolto all’onere di provare i fatti a sostegno della domanda.
Dalla documentazione in atti risulta infatti provato che nel dicembre 2014 l’attore ha acquistato dalla C. s.r.l. una vettura usata Suzuki Grand Vitara al prezzo di euro 17.000 pagata a mezzo bonifici per la parte relativa all’acconto di euro 7.000 (di cui 2.000,00 in data 4.12.2014 ed euro 5.000,00 in data 26.02.2015) e per la restante parte di euro 10.000 attraverso la rateazione concordata con la stipula di un prestito finalizzato Compass in data 17.12.2014.
Ora nella descrizione del bene compravenduto il chilometraggio dell’auto era indicato in 83.000.
Dalle concordi dichiarazioni rese dai testi è emerso che nel marzo 2015 l’attore si è recato presso due diverse autofficine per sottoporre il veicolo a una verifica del chilometraggio reale rilevato con il tester collegato alla centralina motore e che in entrambi i casi è risultata una notevole difformità di circa 60 – 70.000 chilometri rispetto alla misurazione risultante dal contachilometri e che il chilometraggio reale è risultato pari a 145.793 km come da stampa del relativo rapporto in atti.
Pertanto deve ritenersi che il bene venduto all’attore dalla società convenuta non fosse conforme alla descrizione fornitane dal venditore e alla sua apparenza con conseguente diritto del consumatore alla riduzione del prezzo ex art. 130 II comma D. Lgs. N. 206/2005. Circa il quantum della domanda, considerato che la quotazione di un auto sale o scende in funzione dei chilometri effettivamente percorsi, tenuto conto dei criteri del mercato dell’usato riportati dalla rivista specializzata Quattroruote di Aprile 2015 prodotta in atti, che indica come valore di acquisto di una vettura con caratteristiche analoghe a quella di cui si discute il presso di 15.700 e sottrae ogni 1000 km in più rispetto a quelli standard lo 0,3 % al valore della quotazione di vendita, appare congrua la somma richiesta di euro 4.000.
Per tutto quanto sopra, in accoglimento della domanda proposta da M., la C. s.r.l. merita di essere condannata al pagamento in suo favore della somma di euro 4.000,00. Le spese di lite di parte attrice, comprensive della fase di attivazione della negoziazione assistita, sono liquidate tenuto conto quanto alle spese della documentazione in atti e quanto al compenso dei parametri medi di cui al D.M. n. 55/14 e della sorte liquidata e sono poste a carico di parte convenuta giusta soccombenza.