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Ott

Patto di non concorrenza e presupposti di validità

Tribunale di Milano 26.5.2021, Giud. Saioni, Gruppo Aturia spa (Avv. Trifirò, Targa) c. Tizio (Avv. Adornato, Quarto).
Lavoro (rapporto) – Patto di non concorrenza – Erogazione nel corso del rapporto – Genericità del patto – Nullità – Sussistenza.

E’ nullo il patto di non concorrenza che non determini in modo specifico i limiti di oggetto, di tempo e di luogo a cui il lavoratore è sottoposto, e non contenga l’indicazione di un corrispettivo congruo, tenuto conto del sacrificio risultante dal patto medesimo.

2021_0526_Trib-Milano

Nel caso di specie il lavoratore che ha ottenuto la declaratoria di nullità del patto di non concorrenza è stato condannato a rimborsare, a seguito di domanda subordinata proposta dal datore di lavoro, tutte le somme percepite nel corso degli anni quale patto di non concorrenza, non essendo riuscito a dimostrare che erano somme avute a titolo retributivo.
Si segnala anche la recentissima decisione di Cass. 1° settembre 2021, n.23723, secondo cui, premesso che l’obbligazione di non concorrenza a carico del lavoratore per il periodo successivo alla cessazione del rapporto sorge, nella fattispecie, sin dall’inizio del rapporto di lavoro (Cass. n. 8715 del
2017), tamquam non esset va considerata la successiva rinuncia al patto
stesso appunto perché, mediante questa, si finisce per esercitare la clausola
nulla, tramite cui la parte datoriale unilateralmente riteneva di potersi
sciogliere dal patto, facendo cessare ex post gli effetti, invero già operativi,
del patto stesso, in virtù di una condizione risolutiva affidata in effetti a
mera discrezionalità di una sola parte contrattuale (Cass. n. 3 del 2018).