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Ispezione Inps e tempi di durata – Sospensione prestazione lavorativa ed obbligo contributivo

Tribunale di Ancona, Sez. Lav., Sentenza n. 03/10/2019 n. 327/2019, A*** Coop c./ INPS

Controversie in materia di previdenza e assistenza sociale – ispezione per  recupero  contributi – principio di ragionevolezza circa i tempi dell’ispezione – termine ultimo per la conclusione dell’accertamento – non sussiste.

Controversie in materia di previdenza e assistenza sociale – sospensione della prestazione lavorativa per ipotesi previste dal ccnl – obbligazione contributiva – non sussiste.

Controversie in materia di previdenza e assistenza sociale – somministrazione illecita di manodopera – disconoscimento automatico dei benefici contributivi, ai sensi dell’art. 1 comma 1175 L. n. 296/2006 – non sussiste.

Controversie in materia di previdenza e assistenza sociale – somministrazione illecita di manodopera – disconoscimento dei benefici contributivi in relazione a una posizione lavorativa per cui risultino violazioni di legge e/o di contratto (che non abbiano riflessi sulla posizione contributiva) – sussiste.

In materia di procedure per il recupero di contributi in base a accessi ispettivi, non sussiste un termine ultimo per la conclusione del procedimento ispettivo, che è previsto solo per il procedimento in materia di sanzioni amministrative, mentre, in ogni caso, non sussiste violazione del principio di ragionevolezza circa i tempi dell’ispezione, qualora il tempo trascorso tra l’acquisizione dell’ultima dichiarazione (agosto 2016) e l’emissione del provvedimento (marzo 2017) sia giustificato, sul piano della ragionevolezza, in considerazione dell’oggetto dell’accertamento, dell’attività ispettiva svolta e della copiosa documentazione raccolta riguardante molteplici rapporti di lavoro.

Se i periodi di aspettativa non retribuita rientrano nelle previsioni della contrattazione collettiva viene meno l’obbligazione contributiva commisurata alla  retribuzione che al lavoratore spetterebbe sulla base della contrattazione collettiva vigente (cd. “minimale contributivo”), che, al contrario, è dovuta nei casi di sospensioni concordate della prestazione che non trovino giustificazione nella legge o nel contratto collettivo.

In ipotesi di somministrazione illecita di manodopera, non opera automaticamente il disconoscimento di tutti i benefici contributivi, ai sensi dell’art. 1 comma 1175 L. n. 296/2006, perché il rispetto degli altri obblighi di legge previsto dalla norma non può essere inteso come tutti gli obblighi di legge in senso lato ed indefinito, ma piuttosto un riferimento agli altri obblighi di leggi che subordinino esplicitamente i benefici agevolativi al rispetto di regole e adempimenti precisi, e perché i rapporti di lavoro sarebbero attribuibili esclusivamente al soggetto utilizzatore, con la conseguenza che il soggetto interposto non doveva applicare alcuna disposizione di legge e di contratto collettivo a tali lavoratori.

In tema di disconoscimento dei benefici contributivi, ai sensi dell’art. 1 comma 1175 L. n. 296/2006, le violazioni di legge e/o di contratto (che non abbiano riflessi sulla posizione contributiva) assumono rilevanza limitatamente al lavoratore cui gli stessi benefici si riferiscono ed esclusivamente per una durata pari al periodo in cui si sia protratta la violazione.

Trib. Ancona 3.10.2019 n. 327