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Dipendenti pubblici in smart working e buoni pasto

Con sentenza del 25 gennaio 2023 n. 725, il Tribunale di Roma ha affermato che il diritto ai buoni pasto sussiste solo in caso di svolgimento della prestazione lavorativa in presenza, per cui il lavoratore è tenuto alla permanenza nella sede di lavoro per un lasso di tempo apprezzabile. E ciò in quanto il buono pasto ha natura assistenziale e non retributiva, per cui non sussiste violazione del principio in base al quale al lavoratore agile spetta un trattamento economico e normativo non inferiore a quello previsto per i dipendenti che lavorano in presenza presso la sede di lavoro.

All’affermata natura assistenziale dei buoni pasto consegue l’impossibilità, per il datore di lavoro pubblico, di modificare unilateralmente il regime della loro erogazione poichè, proprio per questa sua natura giuridica, il diritto al buono è strettamente collegato alle disposizioni della contrattazione collettiva che lo prevede.