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Apr

CdA con due soci al 50% e compatibilità con lavoro subordinato

La Corte di Cassazione, con ordinanza 27 gennaio 2022 n. 2487 (R.G. n. 23918/2020), nel confermare l’incompatibilità della carica di amministratore unico  di una società con la subordinazione dello stesso, nella peculiare fattispecie di due soci al 50% della s.r.l.  ed unici componenti paritari del C.d.A., ha affermato la possibile configurabilità della subordinazione degli stessi soci, nonostante le più importanti decisioni e, quindi, il governo della società richiedessero statutariamente il voto congiunto di ambedue. Elemento dirimente è la sussistenza dei consueti parametri del lavoro subordinato al di fuori dell’esercizio della carica sociale, purché sia accertata, con prova a carico di chi vuol far valere il vincolo della subordinazione, l’attribuzione di mansioni diverse da quelle proprie della carica sociale ed il vincolo della subordinazione, ovvero l’assoggettamento, nonostante la carica sociale, al potere direttivo, di controllo e disciplinare dell’organo di amministrazione della società.

Tale ipotesi ricorre ogni qualvolta sia individuabile la formazione di una volontà imprenditoriale distinta, tale da determinare la soggezione del dipendente – amministratore ad un potere disciplinare e direttivo esterno, si che la qualifica di amministratore costituisca uno “schermo” per coprire un’attività costituente, in realtà, un normale lavoro subordinato.